Archivi per la categoria ‘Recensioni’

I dispiaceri del vero poliziotto

lunedì, 20 febbraio 2012

Metti che sei un poeta. Metti che inizi tardi a scrivere narrativa, ma in dieci anni riempi migliaia di pagine. Metti che muori giovane, dopo aver scritto un romanzo-mondo che molti considerano un capolavoro della nuova letteratura latino-americana. Metti che sei sempre stato pubblicato da un piccolo editore che ha una lunga storia di qualità, ma che poi i diritti sulle tue opere postume se li aggiudichi un editore non grandissimo, ma terribilmente figo, capace di monopolizzare le discussioni nei salotti – e nei giornali – che contano. Metti tutto questo insieme e che cosa succede? Che all’improvviso, nel fuoco incrociato delle attenzioni, le librerie si riempiono di tue opere minori. (continua…)

Cristo con il fucile in spalla

venerdì, 10 febbraio 2012

Sarà che sto diventando vecchio, ma ultimamente la saggistica ha trovato posto tra le mie letture a fianco all’amata narrativa. O forse sto solo diventando più maschio, perché così dicono le indagini sulla lettura: gli uomini consumano più volentieri saggistica, le donne narrativa. Sia come sia, i dieci reportage raccolti in questo libro sono una vera lezione di giornalismo narrativo che ci arriva dritta dagli anni Settanta. Kapuściński riesce a rendere semplice il complesso e concreta ogni idea, dando voce a persone comuni precipitate in mezzo a conflitti le cui le origini spesso si perdono nel tempo. (continua…)

Scene da una battaglia sotterranea

giovedì, 19 gennaio 2012

I titoli dei libri – e le traduzioni dei titoli – mi hanno sempre incuriosito. Questo, per esempio, in originale fa “Los pichiciegos”, che sarebbe una varietà argentina di armadilli, in qualche varietà dialettale dello spagnolo parlato nell’area di Buenos Aires. Il titolo giusto sarebbe quindi “Gli armadilli” e, mentre su due piedi pensavo che non fosse adatto, dopo ho capito che andrebbe sì bene, ma che Scene da una battaglia sotterranea funziona di più. Se sia diritto del traduttore o dell’editore in un’altra lingua scegliere un titolo migliore, è una questione che potrebbe scatenare un dibattito infinito, ma che questo romanzo sia costruito a scene è un dato di fatto, con tutto ciò che ne discende. (continua…)

Domani nella battaglia pensa a me

mercoledì, 21 dicembre 2011

Anche questa settimana mi limito all’audiorecensione, che potete ascoltare qui. Ieri, nel consueto appuntamento del martedì mattina con RFT, ho parlato di quello che, secondo me, resta il capolavoro di Javier Marías (ma c’è chi propende per Un cuore così bianco e riconosco che la gara tra i due è da fotofinish). O meglio, ho cercato di parlarne, perché ne è venuta fuori una puntata un po’ incasinata: divertente, ma del libro si è discusso poco… Però, a ripensarci, avrei avuto le mie brave difficoltà ad approfondire: Marías non è autore da trame, bensì da divagazioni, ed è difficile restituire il sapore e lo spessore dei suoi ragionamenti. In fondo, non fa che mettere in piedi una situazione-limite ed esercitarsi a percorrere le reazioni che tutti noi potremmo avere. Qui, per esempio, tutto comincia con un uomo che si trova nella casa di una donna conosciuta da poco. Lei è sposata, il marito è in trasferta lavorativa, il bambino – un neonato – dorme nella stanza a fianco. I due stanno per fare l’amore, quando lei, improvvisamente, muore. Di colpo: si spegne. In effetti, è difficile non provare la curiosità di andare avanti a leggere, divagazioni o no… Chissà, magari è un bel regalo da fare a Natale.

Cronaca di una morte annunciata

martedì, 13 dicembre 2011

Oggi, nel consueto appuntamento Bona lettura su Rft, ho parlato di quest’altro grande capolavoro di Gabriel García Márquez: una storia breve – si legge d’un fiato – che ha l’ineluttabilità della tragedia greca e il colore di una commedia caraibica. Oggi pomeriggio, invece, dalle 15 alle 16, sarò ospite di Petra Loreggian a Senza Fili, su la3 tv. Consiglierò qualche libro da regalare a Natale: gialli, classici, strenne, poesia, libri di cucina… Chi ha tempo e voglia di seguirmi in diretta streaming può cliccare qui.

Libro del cielo e dell’inferno

venerdì, 21 ottobre 2011

Ok, non è l’antologia migliore che Borges e Bioy abbiano mai messo insieme, ma solo perché ce ne sono alcune inarrivabili – penso soprattutto ai Racconti brevi e straordinari pubblicati da Franco Maria Ricci – che però forse usciranno di nuovo a breve, visto che Adelphi sta rieditando tutto Borges e, con questo libro, sembra aver aperto il filone delle collaborazioni tra i due grandi argentini. Per il resto, c’è tutto quello che li caratterizza: una selezione multiforme e capricciosa, largamente incompleta e probabilmente infarcita di apocrifi, che svaria dai poeti germanici medievali ai teologi ottocenteschi, dai testi sacri agli autori fantastici – meglio se sudamericani – del ventesimo secolo. Tema: l’idea d’inferno e di paradiso, declinata in commenti di una riga o in brani di pagine e pagine. (continua…)

L’indice della paura

giovedì, 13 ottobre 2011

Un thriller sull’attualità mi sembra già, di per sé, un’iniziativa meritevole. Se poi l’attualità è quella dei capricciosi mercati finanziari, i meriti salgono esponenzialmente. Sì, perché, come effetto collaterale della lettura di questo romanzo, ne derivi una maggior coscienza di quello che accade nelle vorticose contrattazioni di Borsa gestite in nanosecondi da computer e software. Il protagonista, infatti, è un ex fisico del Cern passato – come tanti suoi colleghi – alla finanza, solo che lui ha creato un algoritmo superbo, capace di guadagnare miliardi di dollari ogni volta che serpeggia la paura e i mercati crollano. (continua…)

Operazione massacro

martedì, 11 ottobre 2011

Ecco uno straordinario esempio di che cosa può fare il buon giornalismo. Non pretendo che i reportage siano tutti di questo livello – perché Walsh gli regala una capacità di scrittura e un controllo del tessuto narrativo decisamente rari – ma uno ogni tanto non guasterebbe. Walsh, argentino di origine irlandese, si imbatte in questa storia a Buenos Aires nel 1957 e ci lavora a lungo, pubblicandola su fogli clandestini e aggiustandola fino alla versione attuale, costruita con meno supposizioni e più testimonianze di quanto non fosse all’inizio. L’episodio è di una banalità agghiacciante, come spesso avviene nel Sudamerica tormentato dalle dittature: quattordici persone – ma il numero non è sicuro – vengono arrestate in un appartamento, dove si erano raccolte per seguire un incontro di pugilato, e di lì a poco sommariamente fucilate in mezzo a un campo, senza poter capire fino all’ultimo momento che cosa stia accadendo. (continua…)