Una boccata d’aria fresca, dopo tanti luoghi comuni ascoltati sui giapponesi nell’ultimo, drammatico, mese. Sono 23 episodi minimi, scelti tra quelli accaduti nella vita quotidiana dell’autrice in sedici anni di permanenza a Osaka. Minimi e, proprio per questo, incredibilmente significativi. Ci parlano delle difficoltà d’integrazione, anche dopo molto tempo, e delle incomprensioni che uno straniero incontra ovunque, non solo in Giappone; ci raccontano le rigidità apparenti e le dolcezze segrete, la fiducia nel progresso e le superstizioni, l’eleganza e il kitsch di una cultura millenaria molto distante dalla nostra. (continua…)
Articoli marcati con tag ‘Autobiografia’
Leggero il passo sui tatami
mercoledì, 13 aprile 2011Tempo d’estate
venerdì, 9 luglio 2010
Non posso dire che questo sia il miglior romanzo di Coetzee – premio Nobel (meritevole) per la letteratura nel 2003 – ma di certo è un bel libro, porta chiara la firma del grande autore sudafricano e – soprattutto – è notevolmente curioso. Parto dall’ultima considerazione: questo dovrebbe essere l’ultimo volume di una trilogia a sfondo autobiografico. E come la risolve, Coetzee? Tirandosene fuori e trasformandola, di fatto, in una biografia. Anzi, nella costruzione di una biografia. Perché Tempo d’estate presuppone che John Coetzee sia morto e segue le interviste che uno studioso inglese ha deciso di fare a quattro donne e un ex collega che – in misura e con modi diversi – hanno frequentato lo scrittore nel periodo trascorso da quest’ultimo in Sudafrica. (continua…)
Mutandine di chiffon
martedì, 8 giugno 2010
Le raccolte di testi hanno tutte gli stessi difetti. Uno: presentano picchi e burroni. Due: non se ne capisce bene il senso d’insieme. Poi te ne ritrovi davanti una di Carlo Fruttero e, comunque vada, caschi sempre bene. Perché Fruttero ha una scrittura garbata, d’altri tempi, ma colorita della lingua d’oggi e illuminata da lampi d’arguzia che da soli valgono il libro. Allora il punto centrale diventa un altro: a chi possono interessare, queste “memorie retribuite”, ovvero questi testi a sfondo biografico-autobiografico scritti su commissione? A me sicuramente sì, perché non vedo l’ora di leggere qualcosa di più su una battaglia persa di Italo Calvino o sulla gentile timidezza di Vittorio Sereni, sul carisma di Luca Formenton o sulla intransigente sicumera di Pietro Citati, tanto che riesco a perdonare senza difficoltà qualche pezzo meno riuscito. (continua…)
