Articoli marcati con tag ‘e/o’

Alla fine di un giorno noioso

martedì, 31 maggio 2011

Che il noir sia diventato il genere principe per raccontare l’attualità è un luogo comune così diffuso da rendere difficile parlare di libri come questo. Perché Carlotto è davvero uno che parte da fatti di cronaca e da precise diagnosi sull’evolversi dell’economia e dei comportamenti della criminalità per costruire una storia. A volte lo fa calandoci dentro i suoi eroi seriali, l’Alligatore, il Rossini e tutto il resto della combriccola – e sono i casi che preferisco, forse perché mi sono affezionato ai personaggi o forse perché, non avendo più bisogno di delinearli, l’autore può lasciare più spazio all’intreccio –, altre volte crea un universo ad hoc. Qui siamo in un terza – nuova – circostanza, perché rispolvera il protagonista di un romanzo – Arrivederci amore, ciao – che già dieci anni fa lo aveva aiutato a delineare gli intrecci tra politica, criminalità e affari nel leggendario nordest italiano. (continua…)

Settanta acrilico trenta lana

venerdì, 22 aprile 2011

È un po’ di tempo che ci giro intorno perché non mi viene facile: questo libro è stato salutato come uno dei migliori esordi italiani degli ultimi anni – e da poco è entrato tra i dodici candidati al Premio Strega – ma a me non è piaciuto per niente. Il punto è che quelli che dovrebbero essere i suoi pregi più importanti a me sembrano le sue più grandi debolezze. Primo tra tutti lo stile, intessuto attorno a un linguaggio ipermetaforico, alla continua ricerca di immagini, corrispondenze, significati. Come se non bastasse, l’intera storia è filtrata da un punto di vista – quello della protagonista – fortemente ripiegato su sé stesso e sulle proprie emozioni. Risultato: la realtà, i fatti cui assistiamo, non sono altro che la proiezione – o la rappresentazione – di un universo interiore. (continua…)