Mi verrebbe da definirlo un capolavoro, ma mi trattengo: non farei un buon servizio né a chi mi legge né all’autore, oltre che a me stesso. È che in un panorama di tale mediocrità letteraria, appena uno mostra qualche numero, uno scarto dalla norma, urlare al miracolo è la reazione più immediata. E qui c’è ben più che qualche semplice numero. Intanto, per cominciare, c’è un coraggio enorme: scrivere un romanzo in versi, oggi, ne richiede davvero tanto. Il 90 per cento delle persone si chiederà che cosa sia, un romanzo in versi. Anzi il 99 per cento. Eppure, anche se il parente più prossimo a questo libro è l’immenso Elio Pagliarani – da poco scomparso – la poesia è nata raccontando storie: l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, la Divina Commedia. È che siamo stati tutti rovinati dal trattamento qualunquistico riservato dalla scuola alla lirica otto-novecentesca. Siamo stati fiaccati da Leopardi, distrutti da Ungaretti, spazzati via da Quasimodo. (continua…)
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lunedì, 16 aprile 2012Altri giorni, altri alberi
giovedì, 15 aprile 2010
Stupisce sempre trovare qualcosa capace ancora di stupirci. Un libro, in questo caso. Perché a girare tra i banchi delle librerie e le pagine culturali dei giornali mi ero fatto l’idea che la letteratura fantastica fosse una cosa del passato, che non esistesse più. Che fosse stata silenziosamente soffocata dal fantasy e dalle sue derivazioni, Harrypotteriane o meno. Quindi la mia sorpresa è stata doppia quando ho realizzato non solo che da qualche parte il fantastico resisteva, ma che aveva addirittura un campione italiano. Il fantastico, come lo intendo io, è una forma di narrazione che esibisce molti punti di contatto con il reale, ma cambia arbitrariamente alcuni elementi, facendo saltare la logica cui siamo abituati. È questo che accade in Altri giorni, altri alberi, che il sottotitolo definisce “Una fantasia per giorni più chiari”. (continua…)
