Articoli marcati con tag ‘Romanzo’

I dispiaceri del vero poliziotto

lunedì, 20 febbraio 2012

Metti che sei un poeta. Metti che inizi tardi a scrivere narrativa, ma in dieci anni riempi migliaia di pagine. Metti che muori giovane, dopo aver scritto un romanzo-mondo che molti considerano un capolavoro della nuova letteratura latino-americana. Metti che sei sempre stato pubblicato da un piccolo editore che ha una lunga storia di qualità, ma che poi i diritti sulle tue opere postume se li aggiudichi un editore non grandissimo, ma terribilmente figo, capace di monopolizzare le discussioni nei salotti – e nei giornali – che contano. Metti tutto questo insieme e che cosa succede? Che all’improvviso, nel fuoco incrociato delle attenzioni, le librerie si riempiono di tue opere minori. (continua…)

Scene da una battaglia sotterranea

giovedì, 19 gennaio 2012

I titoli dei libri – e le traduzioni dei titoli – mi hanno sempre incuriosito. Questo, per esempio, in originale fa “Los pichiciegos”, che sarebbe una varietà argentina di armadilli, in qualche varietà dialettale dello spagnolo parlato nell’area di Buenos Aires. Il titolo giusto sarebbe quindi “Gli armadilli” e, mentre su due piedi pensavo che non fosse adatto, dopo ho capito che andrebbe sì bene, ma che Scene da una battaglia sotterranea funziona di più. Se sia diritto del traduttore o dell’editore in un’altra lingua scegliere un titolo migliore, è una questione che potrebbe scatenare un dibattito infinito, ma che questo romanzo sia costruito a scene è un dato di fatto, con tutto ciò che ne discende. (continua…)

L’indice della paura

giovedì, 13 ottobre 2011

Un thriller sull’attualità mi sembra già, di per sé, un’iniziativa meritevole. Se poi l’attualità è quella dei capricciosi mercati finanziari, i meriti salgono esponenzialmente. Sì, perché, come effetto collaterale della lettura di questo romanzo, ne derivi una maggior coscienza di quello che accade nelle vorticose contrattazioni di Borsa gestite in nanosecondi da computer e software. Il protagonista, infatti, è un ex fisico del Cern passato – come tanti suoi colleghi – alla finanza, solo che lui ha creato un algoritmo superbo, capace di guadagnare miliardi di dollari ogni volta che serpeggia la paura e i mercati crollano. (continua…)

Operazione massacro

martedì, 11 ottobre 2011

Ecco uno straordinario esempio di che cosa può fare il buon giornalismo. Non pretendo che i reportage siano tutti di questo livello – perché Walsh gli regala una capacità di scrittura e un controllo del tessuto narrativo decisamente rari – ma uno ogni tanto non guasterebbe. Walsh, argentino di origine irlandese, si imbatte in questa storia a Buenos Aires nel 1957 e ci lavora a lungo, pubblicandola su fogli clandestini e aggiustandola fino alla versione attuale, costruita con meno supposizioni e più testimonianze di quanto non fosse all’inizio. L’episodio è di una banalità agghiacciante, come spesso avviene nel Sudamerica tormentato dalle dittature: quattordici persone – ma il numero non è sicuro – vengono arrestate in un appartamento, dove si erano raccolte per seguire un incontro di pugilato, e di lì a poco sommariamente fucilate in mezzo a un campo, senza poter capire fino all’ultimo momento che cosa stia accadendo. (continua…)

Piccolo diario postapocalittico

mercoledì, 5 ottobre 2011

È finita, ne sono uscito. Finalmente. Gli ultimi tre mesi li ho dedicati in gran parte a documentarmi sulla narrativa apocalittica, leggendo approfonditamente, annotando e a volte solo sfogliando una quantità enorme di romanzi sul tema. E la cosa mi ha provato, non solo perché la letteratura apocalittica ha come danno collaterale – quando non come obiettivo – quello di suscitare angoscia e pessimismo, ma anche perché di libri davvero riusciti ne ho incrociati pochi. Finisce che quello che mi è piaciuto di più è l’unico che puntava tutto sull’intrattenimento. (continua…)

Delirio

mercoledì, 21 settembre 2011

Solo i grandi libri riescono a raccontare con naturalezza una storia privata – che sia d’invenzione o meno – e insieme la storia di un intero paese. E questo lo è. Tutto comincia quando un uomo, di ritorno da un week-end con i figli di prime nozze, trova la nuova moglie in stato confusionale – anzi in preda al delirio – non a casa propria, ma dentro la stanza d’albergo di un hotel di lusso di Bogotá, Colombia. Che cosa è successo in quelle 48 ore? Sembra l’inizio di un giallo, e in parte lo è, ma le risposte, più che dentro fatti concreti, si annidano in una rete di intrecci familiari e sociali instabili, in cui l’obbligo delle buone apparenze cerca di soffocare – alimentandolo – il fuoco delle tensioni. (continua…)

Natura morta con picchio

mercoledì, 13 luglio 2011

Tom Robbins è una specie di rockstar della letteratura: non per niente io ci sono arrivato tramite un’amica, che definirei una sua groupie se fossi sicuro al cento per cento che non la prendesse – erroneamente – male. Ai suoi reading accorrono folle oceaniche e basta leggere una pagina o due di un suo libro qualsiasi per capire perché: l’andamento del testo è quello di una conversazione brillante, un succedersi di situazioni raccontate con un linguaggio disinvolto e confidenziale alternate a osservazioni sagaci sulle storture del mondo e dei suoi abitanti. È un fuoco d’artificio continuo d’invenzioni e provocazioni – tutte centrate – e anche a livello d’intreccio le sorprese non mancano. (continua…)

Nel segno della pecora

martedì, 5 luglio 2011

Non so se definirlo surreale o delirante (in senso buono, comunque), ma forse è più il secondo perché, perlomeno in questo romanzo, il metodo di procedere di Murakami Haruki – prima il cognome e poi il nome, come all’asilo: è così che si usa in Giappone – è di scardinare ogni logica apparente, non solo al livello dell’intreccio generale, ma anche a quello dei piccoli eventi, fino a contagiare il senso stesso di alcune frasi. Una volta messe in allarme le nostre certezze, Murakami inizia pazientemente un’opera di lenta ricucitura, in modo da restituirci qualche boa d’ancoraggio con la realtà come la conosciamo. E, mentre con una mano procede in questo lavoro, con l’altra continua a prendere a colpi di maglio le convenzioni logiche e narrative. (continua…)