I titoli dei libri – e le traduzioni dei titoli – mi hanno sempre incuriosito. Questo, per esempio, in originale fa “Los pichiciegos”, che sarebbe una varietà argentina di armadilli, in qualche varietà dialettale dello spagnolo parlato nell’area di Buenos Aires. Il titolo giusto sarebbe quindi “Gli armadilli” e, mentre su due piedi pensavo che non fosse adatto, dopo ho capito che andrebbe sì bene, ma che Scene da una battaglia sotterranea funziona di più. Se sia diritto del traduttore o dell’editore in un’altra lingua scegliere un titolo migliore, è una questione che potrebbe scatenare un dibattito infinito, ma che questo romanzo sia costruito a scene è un dato di fatto, con tutto ciò che ne discende. (continua…)
